Gole del Drago: ecco come raggiungerle e come visitarle

Quando si pensa alla Sicilia la prima cosa che viene in mente sono le sue innumerevoli e splendide spiagge, le città d’arte ricche di storia e cultura, e ovviamente una variegata e succulenta tradizione gastronomica. Tutti elementi che hanno reso famosa in tutto il mondo la terra che mi ha dato i natali, e che ogni anno attirano milioni di turisti. Caratteristiche che tuttavia mettono in secondo piano l’anima più selvaggia, intima e silenziosa di questa straordinaria isola, capace di sorprendere e regalare scenari quasi fiabeschi e itinerari di rara bellezza anche agli amanti del trekking e della natura.

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Che cosa sono le Gole del Drago


Oggi voglio parlarvi proprio di uno di questi percorsi, e più precisamente delle Gole del Drago. Si tratta di un canyon naturale, scavato nel tempo dallo scorrere del fiume Frattina, che ha modellato la roccia creando suggestive cascate e vasche d’acqua naturali, chiamate anche Marmitte dei Giganti.

Gole del Drago

Ci troviamo a pochi chilometri da Palermo, nel territorio di Corleone, a ridosso della Riserva Naturale Orientata Bosco della Ficuzza. Le Gole del Drago sono facilmente raggiungibili e l’itinerario è piuttosto agevole, anche se, trattandosi di un ambiente naturale, è sempre raccomandabile indossare l’attrezzatura adeguata.

Come arrivare alle Gole del Drago


Per arrivare alle Gole del Drago da Palermo occorre percorrere la strada statale SS118 in direzione di Corleone, fino a raggiungere lo svincolo per la strada provinciale SP96. Imboccata la provinciale, dopo circa venti metri, si incontra un’ampia piazzola dove lasciare l’auto e proseguire a piedi.

Da qui parte un tragitto di circa 700 metri, in buona parte pianeggiante, agevole e panoramico: si tratta del tracciato della vecchia linea ferroviaria a scartamento ridotto, oramai dismessa, che fino al 1959 collegava Palermo con Burgio attraversando i paesi dell’entroterra. Negli ultimi anni questa linea è stata riconvertita in pista ciclopedonale.

Gole del Drago

Superato il ponte si esce dal sentiero principale e si comincia a scendere per avvicinarsi al letto del fiume. La discesa non è molto impegnativa e la passeggiata non presenta grandi difficoltà; tuttavia è opportuno prestare attenzione alle rocce che, in caso di pioggia, possono risultare scivolose. Una piccola cautela ripagata ampiamente dalla vista che si gode dal punto più panoramico. Se il terreno è stabile e asciutto si può scendere fino al corso del fiume e, nei mesi estivi, è persino possibile fare un bagno rinfrescante nelle vasche naturali.

Superato il ponte si esce fuori dal sentiero e si comincia a scendere per avvicinarsi al letto del fiume. La discesa non è molto impegnativa, così come il percorso che non sembra presentare difficoltà. Tuttavia è meglio prestare attenzione alle rocce che in caso di piogge possono risultare scivolose. Una piccola cautela ripagata ampiamente dalla vista che si gode dal punto più panoramico. Se il terreno e stabile e asciutto si può anche scendere fino ad arrivare al letto del fiume.

  • Coordinate GPS per il navigatore: 37°51'58.9"N 13°18'05.0"E

Qual è il periodo migliore per visitare le Gole del Drago?


Le Gole del Drago sono accessibili tutto l’anno, ma per godere appieno dello spettacolo delle cascate e della portata d’acqua del fiume il periodo migliore è senz’altro la primavera o l’inizio dell’estate, quando il bacino è alimentato dalle recenti piogge e dalle nevicate stagionali. Oltre alla maggiore portata d’acqua la primavera regala campi fioriti e prati verdi che si stendono tutto attorno. Nei periodi estivi è anche possibile fare il bagno nelle fresche acque.

Cosa vedere nei dintorni delle Gole del Drago


Se volete arricchire la giornata immersi nella natura e nella storia dell’entroterra, potete spostarvi nella vicina Riserva Naturale del Bosco della Ficuzza, ammirare il paesaggio dalla rocca del Pulpito del Re o lasciarvi affascinare dalla maestosa Real Casina di Caccia della Ficuzza, antica residenza estiva di re Ferdinando IV di Borbone.

Se invece volete arricchire l’aspetto culturale e artistico del territorio potete ammirare i mosaici bizantini-arabo-normanni di Palermo, Cefalù e Monreale.

Attrezzatura consigliata per l’escursione


Anche se il percorso è prevalentemente semplice, per affrontare la camminata in sicurezza e comfort è consigliabile munirsi di:

  • Scarpe da trekking: Fondamentali per garantire una buona aderenza sulle rocce bagnate o sui tratti fangosi vicini al fiume.

  • Abbigliamento a strati e giacca antivento/impermeabile: Il clima nell’entroterra e nelle gole può variare rapidamente.

  • Scorta d’acqua e snack: Non sono presenti punti ristoro lungo il sentiero.

  • Telo mare e ricambio (in estate): Utili se si desidera bagnarsi nelle vasche naturali.

Se amate la fotografia vi consiglio di portare, oltre alla vostra fotocamera, anche un treppiede e un filtro che consente di abbassare il tempo di scatto ed ottenere il classico effetto setoso dell’acqua che scorre.

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Informazioni su Giusy Vaccaro 124 Articoli
Dopo aver accumulato molti anni di esperienza nel settore dell'informatica, ha deciso di seguire la sua passione per la cultura, l'arte, la fotografia e il territorio. Ha conseguito una laurea triennale in Beni Culturali e una laurea magistrale in Storia dell'Arte presso l'Università degli studi di Palermo. Ama la mitologia, l'arte moderna e contemporanea. Attualmente lavora come operatrice culturale presso un importante sito di Palermo.

4 Commenti

  1. Salve, grazie mille per la condivisione. Posso chiedere la durata del percorso e se il sentiero che porta alle “marmitte dei giganti” è segnalato? Grazie

    • Ciao Giuseppe, il percorso dal punto che ho indicato sulla mappa in poi è breve, circa 20 minuti di passeggiata. Non ricordo se è segnato, comunque la google maps ti porta direttamente lì.

  2. Ciao, per andare da Corleone alle Gole del Drago c’è bisogno di avere una guida.
    Chi è quella di cui parli nell’articolo?

    • Ciao Cinzia, la guida non è strettamente necessaria. Basta lasciare l’auto all’inizio della stradella e proseguire a piedi praticamente sempre dritto lungo il sentiero.

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