Alla scoperta di Robert Rauschenberg e dei suoi suoi Combine Paintings che hanno rivoluzionato il concetto di scultura e pittura. Opere principali e dove ammirarle.
Nel 1953 Robert Rauschenberg suonò il campanello dello studio di Manhattan di Willem de Kooning, chiedendogli di realizzare per lui un disegno. A quel tempo Rauschenberg era un giovane ed emergente artista, compagno e collega di Cy Twombly e Jasper Johns, al contrario di de Kooning che invece era un artista oramai affermato, protagonista insieme a Jackson Pollock e Mark Rothko della scena artistica statunitense del secondo dopoguerra. Il gesto di Rauscenberg può sembrare quello di un giovane ammiratore del lavoro di un grande maestro, tuttavia dietro tale richiesta si nascondeva una grande provocazione. L’intenzione di Rauschenberg era quella di cancellare il disegno di de Kooning.
Perché Robert Rauschenberg voleva cancellare il disegno di Willem de Kooning?
Il motivo è piuttosto chiaro: Rauschenberg, insieme ad altri artisti della sua generazione, manifestò una posizione critica nei confronti dell’Espressionismo astratto, il movimento dominante negli Stati Uniti che, negli anni Cinquanta, si era ormai consolidato come linguaggio ufficiale dell’arte, affermandosi nei musei, nelle gallerie e nel mercato collezionistico. Queste opere erano troppo legate all’artista e al suo vissuto, mentre per i giovani artisti americani l’autore non doveva essere così riconoscibile, anzi in alcuni casi si parlava di morte dell’artista.
De Kooning non amava l’idea che una sua opera fosse cancellata, tuttavia non poteva che apprezzare l’idea e il progetto. Per rendere la cancellazione più difficile disegnò la tela con un tratto forte e profondo, in modo da lasciare ancora qualche traccia. Erased de Kooning Drawing si torva oggi al San Francisco Museum of Modern Art (SFMOMA)
La formazione di Robert Rauschenberg e l’influenza del Black Mountain College
Originario del Texas, Rauschenberg studiò all’Istituto d’arte di Kansas City, all’Accademia Julian di Parigi e soprattutto al prestigioso Black Mountain College nel North Carolina, fondato e diretto da Josef Albers e dalla moglie Annie. I due coniugi si erano conosciuto nel 1922 alla scuola Bauhaus di Weimar, dove tra l’altro Josef insegnava. Con l’avvento del nazismo abbandonarono l’Europa e si trasferirono negli Stati Uniti, fondando la loro scuola lontana dai centri urbani.
L’obiettivo era quello di formare la creatività degli artisti, una creatività che non doveva più essere finalizzata alla produzione di oggetti di design come accadeva al Bauhaus, ma alla formazione di individui capaci di indagare la realtà sociale in cui vivevano e di proporre possibili soluzioni.
Un esercizio tipico era quello di andare in giro a raccogliere materiale di vario genere, riportarlo in classe e provare a comporre qualcosa, a trovare soluzioni formali. Ciò che contava non era più il prodotto ma la ricerca.
La nascita del New Dada
È in questo particolare contesto che nasce il New Dada, corrente artistica che si sviluppa principalmente negli Stati Uniti, tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60. Il termine fa ovviamente riferimento al Dada, e in particolare alla figura di Marcel Duchamp che con i suoi ready made rivoluzionò in maniera definitiva il concetto di arte. Oggetti appartenenti alla vita quotidiana vengono impiegati per realizzare opere dal significato nuovo. Tuttavia l’approccio è diverso da quello adottato da Duchamp: mentre Duchamp attribuiva agli oggetti un nuovo senso, collocandoli in contesti diversi da quelli originari o modificandone la posizione (come per l’Orinatoio), nel New Dada la pratica dominante consiste soprattutto nell’assemblaggio di elementi e materiali di uso comune.
I Combine Paintings di Robert Rauschemberg: che cosa sono e qual è il loro significato
A partire dal 1955 Rauschenberg si inventa la serie dei cosiddetti “Combine Paintings”, ovvero dei dipinti combinati, che rientrano nel contesto del movimento New Dada. Non si tratta di veri e propri dipinti, ma di materiali assemblati, combinati tra loro, secondo l’idea già usata dai dadaisti e dalla ricerca che faceva fare Albers nel suo college. Si tratta di materiali che venivano reperiti un po’ ovunque, anche nelle discariche, e utilizzati per nuove composizioni che ridavano loro una nuova identità. Rauschenberg non voleva creare dei collage, o delle pitture o delle sculture, ma opere che volevano essere al di fuori di ogni categoria e negare il modernismo.
Bed

Uno dei combine paintings più celebri di Rauschenberg è Bed, realizzato nel 1955. Si tratta di un letto singolo, con tanto di lenzuolo, cuscino e coperta, il tutto un po’ disfatto, e appeso al muro come fosse un quadro. È macchiato di colore, con una tecnica che ricorda l’action painting, mentre i quadrati della coperta richiamano l’astrattismo geometrico, e più in particolare l’Omaggio a quadrato di Josef Albers.
L’opera fu rifiutata alla Biennale di Venezia ma fu premiata quasi 10 anni dopo.
Monogram

Fra tutti i combine paintings realizzati da Rauschenberg, Monogram, è indubbiamente quello dal maggiore impatto visivo. Rauschenberg mette assieme una porta dipinta, un ariete imbalsamato e un vecchio pneumatico, formando una sorta di grottesco busto clipeato. L’opera ebbe un decorso piuttosto lungo, fu realizzata tra il 1955 e il 1959, perché l’artista voleva esplorare tutte le possibilità offerte dalla convergenza di pittura, scultura e assemblaggio.
A differenza di Bed, qui la parte dipinta non è più posta in verticale, bensì in orizzontale, come a volere richiamare la tecnica del dripping che prevede la tela disposta sul pavimento. Sopra questa “tela dipinta” della tavola di legno della porta si trova ciò che invece richiama la scultura, ovvero l’animale impagliato, probabilmente trovato in una discarica, così come lo pneumatico.
C’è indubbiamente un richiamo al sistema di produzione capitalistica che produce un numero elevato di merci destinate poi a diventare merce di scarto.
Con Rauschenberg le singole discipline della pittura, della scultura e dell’assemblaggio si mescolano con la vita reale, dando vita a opere che ridanno vita a oggetti di scarto di comune utilizzo.
Altri importanti Combine Paintings
Oltre a Bed e Monogram, che rappresentano i suoi più celebri combine paintings, Rauschenberg realizza:
- Canyon (1959), in cui mette assieme un’aquila imbalsamata, un cuscino, una foto ed un estratto di giornale, lasciando allo spettatore il compito di trovare un senso;
- Rebus (1955), opera monumentale composta da tre pannelli che si legge quasi come una frase o, appunto, un rebus;
- Coca-Cola Plan (1958), una delle prime opere in cui compare una bottiglia di coca cola sempre frutto di uno scarto. Vuole ricordare un moderno totem in maniera ironica, ma non vuole essere una critica verso i nativi americani e la loro venerazione, ma vuole essere una critica verso la società consumista americana di cui la coca cola ne è simbolo
Dove vedere i combine paintings di Robert Rauschenberg
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Bed (1954): si trova al MoMA (Museum of Modern Art) a New York. È una delle pietre miliari della collezione permanente.
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Monogram (1955-1959): è custodita al Moderna Museet di Stoccolma, in Svezia.
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Canyon (1959): Dopo una complessa vicenda ereditaria e legale legata alla presenza dell’aquila imbalsamata, è stata donata al MoMA di New York, dove è ora esposta.
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Rebus (1955): è conservato al MoMA di New York.
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Coca-Cola Plan (1958): fa parte della collezione del Museum of Contemporary Art (MOCA) a Los Angeles.
Letture consigliate e approfondimenti
Ecco alcuni testi consigliati approfondire il contesto storico e artistico del secondo novecento
- L’arte contemporanea. Il secondo Novecento. Ediz. illustrata di Alessandro Del Puppo. Testo fondamentale dal linguaggio tecnico, adatto ad un pubblico che già conosce la materia e vuole approfondire l’argomento.
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di Mario De Micheli. Testo molto scorrevole, ottimo come lettura, che approfondisce tutta l’arte del ‘900, a partire dalle prime avanguardie di inizio secolo. Ottimo per chi invece vuole avere una visione più ampia.
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di Denys Riout. Anche questo testo, molto godibile, affronta tutta l’arte del XX secolo, ma la suddivisione segue un percorso tematico che segue due linee principali: l’arte astratta e la seduzione del reale.

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