Franca Florio e il quadro ritrovato: guida alla mostra “Are you Franca?”

Il Mattino Ritratto di Franca Florio e Baby Boy di Vittorio Matteo Corcos

Una donna è distesa sul letto, in un atteggiamento di totale abbandono e serenità, come al riparo da ogni sguardo esterno, immersa in un momento intimo e profondamente suo. Sul volto le si apre un sorriso quieto e felice, capace di coinvolgerti e di farti provare le medesime sensazioni. Accanto a lei il suo bambino, ancora piccolo, la abbraccia con naturalezza; anche lui sorride e la guarda con una dolcezza complice, restituendo tutta quella tenerezza e quell’intimità tipica del legame tra madre e figlio.

Questo è quello che possiamo ammirare nell’opera Il Mattino (Ritratto di Donna Franca Florio e Baby Boy), esposto alla galleria Il Casino delle Muse dal 14 marzo all’8 maggio 2026, all’interno della mostra Are you Franca, appositamente organizzata per celebrare il ritrovamento quasi miracoloso di questo capolavoro perduto. Il ritratto, pastello su tela 91.5 x 122.5 cm è stato realizzato da Vittorio Matteo Corcos intorno al 1901, e dopo essere rimasto nell’anonimato per decenni, nascosto in una collezione privata palermitana, è stato identificato dal critico d’arte Giuseppe Carli ed esposto temporaneamente alla galleria.

Chi sono i protagonisti del dipinto Il Mattino?


La certezza assoluta al momento non la abbiamo, poiché manca una documentazione che ne chiarisca l’identità, ma il meticoloso lavoro scientifico di ricerca e comparazione effettuato da Giuseppe Carli ha portato a identificare i due soggetti in Franca Florio e nel figlio Ignazio, detto Baby Boy. I Florio sono stati una delle più celebri famiglie di Palermo, capaci di creare un’immenso impero economico che abbracciava numerosi settori e a dare lavoro a centinaia di operai. Originari di Bagnara Calabra, non erano nobili di nascita ma riuscirono a ritagliarsi un posto di grande prestigio nell’alta società, facendo realizzare anche numerose opere che hanno segnato l’epoca liberty in Sicilia tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900.

Baby Boy, primogenito maschio di Franca e Ignazio Florio, era destinato a ereditare il grande impero economico di famiglia e a prenderne le redini. Tuttavia il 14 gennaio 1903, mentre la coppia era ospite di amici francesi, il bambino, che aveva appena 4 anni, morì in circostanze misteriose, segnando la famiglia con un dolore che il tempo non riuscì mai a lenire. Un dolore reso ancora più acuto anche dal fatto che soltanto pochi mesi prima era morta anche la figlia maggiore della coppia, Giovanna, che aveva 9 anni.

Tenere in casa questo dipinto, che ricordava un momento tanto felice ma da quel momento tanto doloroso, sarebbe stato insopportabile, e questo spiegherebbe il motivo dell’allontanamento del quadro e la sua successiva dispersione.

Considerazioni sul dipinto


Il Mattino Ritratto di Franca Florio e Baby Boy di Vittorio Matteo CorcosL’opera sarebbe stata commissionata da Ignazio Florio, marito di Franca, come risposta al ben più celebre dipinto della moglie realizzato da Giovanni Boldini, protagonista indiscusso della Belle Époque parigina. Noto per i suo ritratti, Boldini aveva restituito una immagine di Franca giudicata dal marito tropo audace, accentuata soprattutto dalla scollatura del suo elegante abito nero. Oltre all’abito Franca sfoggiava una delle sue numerose collane che facevano parte della sua ricchissima collezione di gioielli a cui lei era molto legata.

Il dipinto di Corcos invece ci restituisce un’immagine più intima, familiare, umana, lontana dai fasti ufficiali. Franca indossa una “Robe de Chambre” di linea Princesse in seta azzurro polvere, arricchita da strati in chiffon e decorata frontalmente da rouges di chiffon plissettato. Con la mano sinistra tiene un rametto di Lunaria con il quale sfiora la testa del bimbo, come una sorta di investitura di speranza. La lunaria, comunemente conosciuta come moneta del papa, è infatti ritenuta un simbolo di ricchezza e prosperità, grazie alla forma dei suoi semi che, una volta essiccati, assumono la forma di monete.

I soggetti, le pose, la delicatezza delle loro espressioni e dei colori ci lasciano intuire che questo doveva essere un dipinto destinato ad una esposizione privata e familiare, magari in una camera da letto. Guardando questo dipinto si ha quasi la sensazione di violare questo spazio intimo così delicato, ma allo stesso tempo ci si sente felici di farne parte, come un dono prezioso da custodire.

L’identificazione con Franca Florio e Baby Boy


Per l’identificazione con Franca Florio Carli si basa sulla comparazione di svariati elementi. Innanzitutto la somiglianza con Franca  è piuttosto evidente: le sopracciglia arcuate, il naso a goccia, il lobo rotondo e il collo slanciato sono tra i suoi tratti fisiognomici più riconoscibili.

Anche la committenza a Vittorio Matteo Corcos è un dato prezioso. L’artista di origini livornesi è considerato l’interprete più raffinato e sensibile della società a cavallo tra Otto e Novecento. Fu un ritrattista di grande fama, capace di restituire non solo le sembianze fisiche dei committenti, ma anche la loro identità psicologica e sociale, con una raffinata attenzione ai tessuti e, soprattutto, all’intensità degli sguardi. Tra i suoi ritratti più celebri ricordiamo il compositore Pietro Mascagni, l’Imperatore Guglielmo II di Germania, la Regina Margherita di Savoia e la principessa Maria Josè.

Sappiamo dalle parole di Giulia Florio che i suoi genitori, Ignazio e Franca, visitarono a Parigi la Galleria Goupil, con la quale Corcos collaborò per diversi anni, e Franca già allora aveva manifestato il desiderio di posare per l’artista. Non sappiamo se in quel preciso momento vennero presi degli accordi, ma la fama dell’artista e le dimensioni del dipinto ci conducono verso una famiglia molto più che benestante che poteva permettersi un ritratto realizzato da un artista così influente. Tutti indizi che conducono verso la famiglia Florio.

In occasione della mostra è stato presentato il volume “Are you Franca?”, edito da Edity Edizioni.

Informazioni sull’esposizione e sulla galleria Il Casino delle Muse


Galleria Casino delle MuseIl dipinto è esposto presso la Galleria Il Casino delle Muse, in via XII Gennaio, 11 90141 Palermo. 

Questi gli orari di visita:

  • martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 10-13:00 – 16:30-19:30
  • sabato, domenica, lunedì e festivi chiuso

INGRESSO LIBERO E GRTUITO

Chiuso per Ferie dal 23 aprile 2026 al 04 maggio 2026

Il Casino delle Muse è una rinomata galleria d’arte a Palermo che ha come missione la promozione di opere uniche di talenti emergenti e maestri affermati, spaziando tra arte contemporanea, design e artigianato d’eccellenza. Il nome, molto suggestivo, si ispira all’omonimo affresco di Palazzo Pallavicini Rospigliosi a Roma, opera di Orazio Gentileschi e Agostino Tassi, che ospita il primo ritratto storico di Artemisia Gentileschi.
La galleria è stata fondata nel 2024 da Giuseppe Carli, critico d’arte, storico e curatore indipendente originario di Barletta.
Informazioni su Giusy Vaccaro 117 Articoli
Laureata in Beni Culturali, attualmente sta proseguendo gli studi in Storia dell'Arte presso l'Università degli studi di Palermo. Dopo aver accumulato molti anni di esperienza nel settore dell'informatica, ha deciso di seguire la sua passione per la cultura, l'arte, la fotografia e il territorio. Ama la mitologia, l'arte moderna e contemporanea. Attualmente lavora come operatrice culturale presso un importante sito di Palermo.

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