Scarti di tessuto, abiti dismessi e memoria materia: la scultura tessile di Fanni Kopácsi arricchisce la scena dell’arte contemporanea a Palermo.
La galleria d’arte Il Casino delle Muse di Palermo rafforza il proprio progetto curatoriale internazionale annunciando l’ingresso dell’artista ungherese Fanni Kopácsi.

Nata a Budapest nel 1991 e formatasi con una specializzazione in legatoria artistica presso la Secondary School of Visual Arts della capitale ungherese, Kopácsi ha sviluppato una ricerca interdisciplinare che intreccia scultura tessile, pittura e installazione. Il suo arrivo a Palermo crea un ponte ideale tra la Sicilia, l’Europa centrale e le tendenze più sensibili della ricerca artistica contemporanea.
La materia come archivio: il recupero del tessuto
La pratica di Fanni Kopácsi si fonda sul recupero e la rielaborazione di tessuti usati, abiti dismessi e frammenti di vita quotidiana. Sottratti alla loro funzione originaria, questi materiali vengono ricomposti attraverso un processo lento e manuale di cuciture, accumuli, stratificazioni e drappeggi.
In questa poetica, la cucitura non serve a nascondere le fratture, ma a riconoscerle come parte integrante dell’identità. Il tessuto assume così il valore simbolico di una seconda pelle, di un velo e di un vero e proprio archivio della memoria, dove il concetto di sostenibilità supera la semplice dimensione ecologica per farsi riflessione sulla cura, la fragilità e la rinascita.

Dalla lezione di Maria Lai alla plasticità di Giacomo Serpotta
La ricerca dell’artista ungherese si inserisce in una precisa tradizione dell’arte contemporanea e dialoga direttamente con la storia dell’arte palermitana:
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L’eredità di Maria Lai: Come sottolineato dal critico e direttore della galleria Giuseppe Carli, il lavoro di Kopácsi richiama la lezione dell’artista sarda Maria Lai, per la quale il filo non era solo un mezzo espressivo, ma un dispositivo poetico capace di unire racconto, memoria e relazioni umane.
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Il dialogo con il barocco di Giacomo Serpotta: L’arrivo delle opere di Kopácsi a Palermo accende un suggestivo confronto con la tradizione locale. Negli oratori palermitani, Giacomo Serpotta modellava lo stucco bianco trasformandolo in movimento, teatralità e narrazione. Pur con linguaggi e secoli di distanza, la scultura tessile di Kopácsi condivide la stessa capacità di animare la materia ordinaria, trasformando la superficie in un’esperienza corporea e immersiva.
«Serpotta modella il bianco dello stucco fino a trasformarlo in movimento e presenza, mentre Kopácsi cuce, piega e stratifica la materia tessile fino a restituirle una nuova dimensione corporea e psicologica. In entrambi i casi la materia diviene protagonista di una narrazione capace di modificare lo spazio».
— Giuseppe Carli, direttore della Galleria Il Casino delle Muse.
Riconoscimenti e carriera internazionale
Nonostante la giovane età, il percorso espositivo di Fanni Kopácsi vanta importanti tappe europee:
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Premi: Nel 2022 si è aggiudicata il Primo Premio VersionaThyssen XV presso il celebre Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid.
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Mostre e Simposi: Ha presentato le sue installazioni in istituzioni europee come il Palau Martorell di Barcellona e il New Art Exchange di Nottingham, partecipando nel 2023 anche al XV Symposium of Contemporary Art Scampia a Napoli.
Con questa nuova collaborazione, Il Casino delle Muse conferma la propria vocazione di centro nevralgico per l’arte contemporanea in Sicilia, promuovendo Palermo come punto di snodo e di incontro tra culture, linguaggi e percorsi internazionali.
Scheda dell’Artista e Info
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Artista: Fanni Kopácsi (Budapest, 1991)
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Linguaggi: Scultura tessile, installazione, pittura
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Rappresentanza: Galleria d’arte Il Casino delle Muse (Palermo)
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Temi chiave: Memoria, riuso della materia, sostenibilità, trasformazione
Testo rielaborato da comunicato stampa

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