Guida alle chiese di Roma con mosaici: dalle origini paleocristiane al Basso Medioevo

Itinerario e guida alle chiese di Roma con mosaici: dalle origini paleocristiane alle influenze bizantine fino alle evoluzioni del basso medioevo

Tra i numerosi primati che detiene Roma ce n’è uno che salta subito all’occhio: la capitale italiana è infatti la città con più chiese al mondo, con oltre 900 edifici di culto. Un record che ci lascia intuire l’importanza della città eterna nella diffusione del cristianesimo e nel suo stesso consolidamento. Oltre ad essere la città che ospita il papa, Roma è anche la città da dove è partita la predicazione dei due più importanti apostoli del cristianesimo, San Pietro e San Paolo, che tra l’altro sono stati martirizzati e seppelliti proprio a Roma.

La presenza di questi numerosi edifici di culto suggerisce anche la costruzione di diversi itinerari tematici, come quello che sto per proporvi. Oggi infatti voglio parlarvi delle chiese di Roma con mosaici e della loro evoluzione dall’età paleocristiana (V-VI secolo), all’influenza bizantina fino al basso medioevo (1200-1300).

Fin dall’inizio infatti la tecnica più utilizzata per decorare pavimenti e pareti è stata il mosaico che, a differenza dell’affresco, garantiva una maggiore resistenza e immutabilità nel tempo, una riflessione della luce e un richiamo ai prestigiosi edifici imperiali.

Stiamo parlando di mosaici splendidi, che raccontano scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, scene della vita di Maria ma anche scene che rappresentano la Gloria di Cristo, l’Apocalisse e tanto altro ancora. E tutte queste rappresentazioni seguono un percorso nel tempo che segna anche l’evoluzione delle rappresentazioni nella storia dell’arte.

Per maggiore chiarezza ho raggruppato le chiese per periodo storico:

Chiese di Roma con mosaici di età paleocristiana

Chiese di Roma con mosaici dell’Alto Medioevo

Chiese di Roma con mosaici del Basso Medioevo

Chiese di Roma con mosaici di età paleocristiana e prime influenze bizantine


Che cosa si intende per periodo paleocristiano?

Quando parliamo di periodo paleocristiano, parliamo della fase più antica del cristianesimo, che va orientativamente dal III al VI secolo. È la fase in cui il cristianesimo passa da religione perseguitata a religione dapprima tollerata, dopo l’Editto di Milano, e poi ufficiale dell’Impero con l’Editto di Tessalonica.

Prima di allora i cristiani non avevano edifici appositamente creati per le funzioni sacre ma si appoggiavano ad altre strutture come le  domus ecclesiae, abitazioni private, spesso di proprietà di famiglie patrizie, adattate alla preghiera e allo svolgimento dei riti.

Le prime e più antiche chiese a Roma vengono realizzate solo dopo la conversione di Costantino e per volontà dello stesso imperatore. Parliamo nello specifico della Basilica di San Giovanni in Laterano e della Basilica di San Pietro: due basiliche papali che appaiono oggi molto diverse rispetto alla loro configurazione originaria, a causa delle numerose trasformazioni subite nel tempo.

Per parlare quindi delle chiese di Roma con mosaici paleocristiani dobbiamo rivolgerci ad altri edifici successivi che sono stati realizzati in questo periodo.

Qual è lo stile artistico prevalente del periodo paleocristiano?

Nella raffigurazione a mosaico in età paleocristiana si conservava ancora il realismo tipico dell’arte classica ma l’influenza dell’arte bizantina comincia a manifestarsi in modo sempre più evidente con figure che cominciano a diventare bidimensionali e rappresentazioni più simboliche.

Mausoleo di Santa Costanza (340-350 d.C.)

Il Mausoleo di Santa Costanza si trova in via Nomentana, all’interno del complesso monumentale di Sant’Agnese fuori le mura. Qui troviamo motivi tipici della tradizione figurativa romana che vengono riadattati in chiave cristiana.

Basilica di Santa Pudenziana (384-399)

Mosaico absidale, Basilica di Santa Pudenziana, Roma, fine IV – inizi V secolo
Mosaico absidale, Basilica di Santa Pudenziana, Roma, fine IV – inizi V secolo

La Basilica di Santa Pudenziana si trova nel Rione Monti e viene realizzata su una domus ecclesiae appartenente a un cittadino di nome Pudens.  Spicca il mosaico nel catino absidale con la rappresentazione di Cristo in trono, rappresentato con attributi imperiali, seduto su un trono gemmato con cuscini di porpora. Accanto a lui gli apostoli Pietro e Paolo che vengono incoronati da due donne (che rappresentano la Ecclesia ex gentibus e la Ecclesia ex circumcisione). Alle spalle la rappresentazione di Gerusalemme.

Basilica di Santa Maria Maggiore (432-440)

Basilica Santa Maria Maggiore
Basilica Santa Maria Maggiore

Si trova sulla sommità del colle Esquilino. Si tratta della prima chiesa dedicata a Maria come Madre di Dio. Qui abbiamo 3 tipologie di mosaici:

  • lungo la navata centrale sono rappresentati 42 episodi dell’Antico Testamento. Lo stile narrativo è molto vicino alla pittura romana e le figure sono in movimento;
  • nell’arco trionfale sono rappresentate scene della vita di Maria, disposte per ordini sovrapposti e con un linguaggio più solenne che è stato definito protobizantino;
  • nell’abside è rappresentata l’incoronazione della Vergine, un mosaico realizzato molto più tardi, nel XIII secolo, da Jacopo Torriti. Non sappiamo con precisione cosa fosse rappresentato in età paleocristiana

Basilica di Santi Cosma e Damiano (526 e il 530)

Basilica dei Santi Cosma e Damiano - Mosaico catino absidale
Basilica dei Santi Cosma e Damiano – Mosaico catino absidale

La Basilica dei Santi Cosma e Damiano sorge nel cuore dei Fori Imperiali, a pochi passi dal Colosseo e circondata dagli edifici di culto più prestigiosi del paganesimo. Quello che colpisce subito entrando in questa chiesa è il maestoso mosaico del catino absidale. Cristo è rappresentato al centro, anche se non più in trono. Ai lati, in posizione gerarchica e simmetrica, i Santi Pietro e Paolo; i Santi Cosma e Damiano; papa Felice IV e San Teodoro.
Nella fascia sottostante, chiamata fregio, sono rappresentati 13 agnelli: quello centrale rappresenta Cristo, mentre gli altri fanno riferimento ai 12 apostoli.

Chiese di Roma con mosaici dell’Alto Medioevo e il predominio dello stile bizantino


Che cosa si intende per Alto Medioevo

Con il termine Alto Medioevo si intende la prima fase di questo lungo periodo, che va dalla caduta dell’Impero Romano (476) fino all’anno 1000. L’Europa affronta una fase di profonda frammentazione e trasformazione, e l’unico vero punto di continuità e unità rimane la Chiesa.

Qual è lo stile artistico prevalente dell’Alto Medioevo

In questa fase l’influenza bizantina è molto predominante ed è caratterizzata da fondi oro, figure ieratiche, statiche e bidimensionali. L’arte bizantina non mira a una rappresentazione naturalistica della realtà. A differenza dell’arte greca e romana che cercavano di portare il divino sulla terra (umanizzando gli dei), l’arte bizantina fa l’esatto opposto: cerca di portare l’uomo nel mondo divino, e per farlo deve distaccarsi dalla realtà quotidiana.

Basilica di Santa Prassede (a partire dall’817)

Basilica di Santa Prassede - Cappella di San Zenone
Basilica di Santa Prassede – Cappella di San Zenone

La Basilica di Santa Prassede si trova nel Rione Monti, a pochi passi dalla Basilica di Santa Pudenziana e dalla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore. Qui possiamo ammirare ben 3 tipologie di mosaici:

  • il mosaico del catino absidale, totalmente desunto da quello della Basilica dei Santi Cosma e Damiano;
  • i mosaici dell’arco absidale e dell’arco trionfale che fanno riferimento al libro dell’Apocalisse;
  • la cappella di San Zenone fatta realizzare da Pasquale I come mausoleo funebre per la madre Teodora. Il fondo oro, tipico dell’arte bizantina, annulla ogni riferimento naturalistico e tutta la rappresentazione è in chiave simbolica.

Chiese di Roma con mosaici del Basso Medioevo


Che cosa si intende per Basso Medioevo

Dal punto di vista artistico, il Basso Medioevo comprende il periodo tra il XII e il XIV secolo, fino all’affermarsi del linguaggio rinascimentale.

Qual è lo stile prevalente del Basso Medioevo?

Durante questa fase si registra un graduale recupero di una rappresentazione più realistica, in contrasto con l’astrazione dei periodi precedenti: tra i fondi oro cominciano a comparire elementi naturali; le figure abbandonano la bidimensionalità per acquistare volume e corporeità; le fisionomie diventano progressivamente più definite e riconoscibili.

Basilica di Santa Maria in Trastevere (XII-XIII sec.)

Basilica di Santa Maria in Trastevere - Abside
Basilica di Santa Maria in Trastevere – Abside

Nel cuore di Trastevere, il quartiere romano più amato dai turisti (dove tra l’altro si mangia una delle migliori cacio e pepe al mondo) si trova la sorprendete e bellissima Basilica di Santa Maria in Trastevere. Nell’abside spicca uno dei mosaici più rappresentativi di questo periodo, che mostra come, nel Basso Medioevo, il rinnovamento non comporti un abbandono immediato della tradizione bizantina: al fondo oro e alla solennità delle figure si affianca una crescente attenzione alla resa dei volti e alla corporeità, segno di un linguaggio in trasformazione.

Basilica di San Paolo Fuori le Mura

Basilica di San Paolo Fuori le Mura - Mosaico absidale
Basilica di San Paolo Fuori le Mura – Mosaico absidale

Sebbene si tratti di una costruzione paleocristiana, la Basilica papale di San Paolo Fuori le Mura ci permette di ammirare uno dei più bei mosaici del periodo basso-medievale, databile tra fine XIII e inizi XIV secolo. L’uso del fondo oro e la frontalità delle figure evidenziano la continuità con la tradizione bizantina, tuttavia non possiamo fare a meno di notare segni di rinnovamento: le figure appaiono infatti più naturali, con una maggiore attenzione alla resa volumetrica dei volti e dei corpi; il panneggio delle vesti si fa più morbido e articolato, con pieghe che suggeriscono il volume sottostante.

Conclusioni

In questo itinerario abbiamo attraversato secoli di storia e di arte, osservando come il mosaico, da linguaggio simbolico delle origini paleocristiane, si trasformi progressivamente fino ad accogliere elementi più naturali e umani nel Basso Medioevo. Roma conserva ancora oggi questa straordinaria stratificazione, offrendo la possibilità di leggere, chiesa dopo chiesa, l’evoluzione del linguaggio artistico cristiano. Visitare questi luoghi non significa solo ammirare opere di grande bellezza, ma entrare in un racconto che unisce fede, storia e arte.

Informazioni su Giusy Vaccaro 120 Articoli
Laureata in Beni Culturali, attualmente sta proseguendo gli studi in Storia dell'Arte presso l'Università degli studi di Palermo. Dopo aver accumulato molti anni di esperienza nel settore dell'informatica, ha deciso di seguire la sua passione per la cultura, l'arte, la fotografia e il territorio. Ama la mitologia, l'arte moderna e contemporanea. Attualmente lavora come operatrice culturale presso un importante sito di Palermo.

5 Commenti

  1. Un patrimonio artistico, culturale e religioso immenso è custodito lungo tutta la nostra penisola, e Si concentra soprattutto nella Capitale. Ho avuto modo di vedere alcuni di questi edifici, e devo dire che sono sbalorditivi, toccanti anche per chi come me non è credente.

  2. Mia figlia sta studiando a scuola proprio questo periodo e mi è sembrato, leggendoti, di fare ripasso 🙂
    Bellissimi i mosaici di queste chiese: mi rendo conto che di Roma so davvero poco.

  3. Quando ho visto il titolo ho pensato subito a Ravenna e anche guardando le foto il pensiero va alle atmosfere delle chiese ravennate. Non le conoscevo, grazie per la scoperta!

  4. Non a caso Roma è unica, sprizza arte e cultura in ogni angolo. Alcune di queste chiese le ho visitate ma per vedere a fondo la città bisogna davvero viverla a lungo. Comodo comunque un itinerario di questo tipo che evidenzia così tanti mosaici differenti

  5. Questo articolo mi è piaciuto molto perché riesce a fare una cosa rara: trasformare Roma da città “da monumenti” a città di superfici luminose, di oro, di pietra e di luce riflessa. Non guarda le chiese solo come luoghi religiosi o architettonici, ma come stratificazioni di immaginario visivo.
    Il tema dei mosaici a Roma è meraviglioso proprio perché spesso resta in ombra rispetto a Ravenna. Invece Roma custodisce un percorso straordinario che attraversa il paleocristiano, Bisanzio, il Medioevo romano, fino ai revival ottocenteschi.
    Mi piace soprattutto quando emerge l’idea che i mosaici romani non siano semplicemente “decorazioni”, ma una teologia della luce. Nelle absidi dorate di basiliche come Basilica di Santa Pudenziana o Basilica di Santa Maria Maggiore il fondo oro annulla quasi lo spazio reale: non rappresenta il mondo terreno, ma uno spazio fuori dal tempo. È una sensibilità profondamente diversa dalla pittura rinascimentale che arriverà secoli dopo. E Roma permette di vedere questa evoluzione quasi chiesa dopo chiesa.

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.