Al MAMbo di Bologna, la Project Room ospita Verso la foce, a cura di Lorenzo Balbi e Giulia Pezzoli, esposizione dedicata al dialogo tra Luigi Ghirri (1943–1992), tra i fotografi italiani più influenti del secondo Novecento, e Gianni Celati (1937–2022), scrittore, traduttore e docente legato al DAMS di Bologna, due autori che hanno ripensato il rapporto tra immagine, scrittura e territorio nella cultura italiana contemporanea.
Il progetto ricostruisce il periodo di collaborazione tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta, legato alla genesi di Strada provinciale delle anime, film di Celati che sviluppa in forma cinematografica l’itinerario già tracciato in Verso la foce (1989). In mostra, le 81 fotografie della serie Blu infinito (1989–1991) di Ghirri corredano questa fase di lavoro condiviso, restituendo il paesaggio padano come area di osservazione in costruzione.

Tra le opere esposte, Blu infinito occupa il nucleo del percorso. Gli scatti attraversano il Delta del Po e registrano presenze umane, incontri, scorci dell’abituale. La dimensione documentaria si apre ad un metodo di indagine graduale, in cui la veduta si compone mediante connessioni minime e variazioni di luce. Accanto a queste immagini, Il mondo di Luigi Ghirri (1998) di Celati restituisce l’occhio del fotografo come racconto, mentre Case sparse. Visioni di case che crollano (2003) sposta il focus verso la trasformazione del campo rurale e la sua progressiva rarefazione.

La produzione di Ghirri si pone all’interno di una più ampia riconsiderazione del paesaggio italiano elaborata tra anni Settanta e Ottanta, in dialogo con nuove pratiche di esplorazione del territorio e con approcci critici che hanno ricalibrato la relazione tra immagine e luogo. In questo contesto, la fotografia si converte in strumento di disinnesco della retorica paesaggistica, sottraendo al panorama ogni funzione simbolica univoca e proponendolo come spazio percettivo ordinario.
Parallelamente, l’esplorazione di Celati progredisce in un ambiente culturale segnato dall’iter del DAMS di Bologna e da una disamina sulla narrazione come pratica non gerarchica. Il territorio padano si risolve così in un dispositivo narrativo aperto, dove la scrittura non coordina il reale ma lo accompagna nella sua dispersione.
Il lavoro di Ghirri, considerato tra i primi in Italia a spostare la fotografia di paesaggio dal monumentale al quotidiano, dialoga con alcune pratiche contemporanee della fotografia, come quelle di Alec Soth, per l’attenzione rivolta ai margini e alle periferie, pur mantenendo una sottrazione radicale di enfasi espressiva. L’immagine non punta all’eccezione, ma a un livello di interesse diffuso.

Sul versante letterario e filmico, Celati si muove in un senso che trova una possibile chiave di lettura nelle riflessioni di Franco Farinelli, dove il paesaggio è inteso come organizzazione dello sguardo. Nel suo corpus questa consapevolezza si traduce in un discorso erratico, fatto di deviazioni e spiragli, senza assetti stabili.
Nel cammino espositivo, il legame tra fotografia e cinema emerge anche come questione temporale. Le immagini di Ghirri non illustrano il film, ma ne precedono la forma: sono la soglia di una storia ancora in via di definizione. Il paesaggio si presenta così come struttura precaria, fatta di frammenti che non si ricompongono mai in un’immagine unica.
Questa instabilità supera l’intero programma e si riflette in una tradizione più complessiva del pensiero sul vedere, da John Berger fino alle pratiche odierne della rappresentazione del paesaggio. In questa prospettiva, il lavoro congiunto di Ghirri e Celati si colloca fuori da ogni idea di immagine come sistema concluso, configurando invece il paesaggio come esperienza.
Verso la foce indica così una condizione dello sguardo più che un luogo. È il punto in cui la direzione del viaggio si allenta e l’attenzione si intensifica. Guardare diventa un atto lento, una tipologia di permanenza dentro i mutamenti del percepibile.
L’iniziativa si inserisce infine in una linea di ricerca che ha reinterpretato il paesaggio italiano di oggi come orizzonte critico e descrittivo, dove il visibile emerge attraverso un processo di costruzione dello sguardo.
Informazioni sulla mostra
🖼️ Mostra: Luigi Ghirri e Gianni Celati. Verso la foce
🎨 Artisti in esposizione: Luigi Ghirri e Gianni Celati
👓 A cura di: Lorenzo Balbi e Giulia Pezzoli
🏛️ Sede: MAMbo – Museo d’aAte Moderna di Bologna
📍 Indirizzo: Via Don Giovanni Minzoni 14, 40121 Bologna (BO)
📅 Periodo: Dal 26/06/2026 al 04/10/2026

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