Gibellina 2026: un nuovo giardino mediterraneo firmato da Lucia Veronesi

2026 07 08 - Veronesi installazione SISILAB-1029

Domenica 25 ottobre verrà presentata l’opera-giardino “Qui prima non c’era il nulla”, a cura di Cristina Costanzo. L’intervento unisce arte, botanica e memoria collettiva nell’ambito di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea.

GIBELLINA. Nell’ambito delle iniziative di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, la città si arricchisce di un nuovo spazio di riqualificazione artistica e paesaggistica. Si tratta di “Qui prima non c’era il nulla”, opera-giardino dell’artista Lucia Veronesi con la curatela di Cristina Costanzo, situata nell’area compresa tra il Teatro di Pietro Consagra e il Palazzo Di Lorenzo di Francesco Venezia.

L’inaugurazione si terrà domenica 25 ottobre alle ore 10.30 con un incontro aperto alla cittadinanza, durante il quale l’artista dialogherà con la curatrice Cristina Costanzo e con Andrea Cusumano.

Un dialogo tra memoria, natura e comunità

L’opera è il risultato di una residenza d’artista svoltasi da giugno a ottobre 2026, che ha visto Lucia Veronesi lavorare a stretto contatto con la comunità locale. L’ispirazione nasce da un tassello incompiuto della storia cittadina: il giardino-museo mai realizzato, ideato originariamente per Gibellina Nuova da Piero Burzotta e Giuseppe Barbera.

L’intervento si declina attraverso due elementi chiave:

  • L’installazione in pietra: Sul terreno antistante Palazzo Di Lorenzo si stende per 22 metri la frase “Qui prima non c’era il nulla”, composta in pietra gialla di Sabucina. La doppia negazione è un invito a guardare oltre la ricostruzione, ricordando le tracce materiali e immateriali che hanno sempre abitato il luogo.

  • Il giardino mediterraneo: Realizzato con la consulenza botanica di Giuseppe Barbera, il giardino ospita alberi tipici del paesaggio agrario locale — gelsi, carrubi e mandorli — restituendo allo spazio urbano la memoria botanica del territorio e offrendo alla collettività un nuovo luogo di incontro.

G CIAC - Telo e Giardino - SISILAB-1034Il progetto si ispira ai principi dell’«intervento minimo» (teorizzati da Lucius Burckhardt e Bernard Lassus) e agli studi di Barbera sul giardino mediterraneo: un’azione reversibile, capace di integrarsi nel contesto senza cancellare la stratificazione storica del paesaggio.

Il contributo dell’artigianato locale: l’opera in tessuto

Accanto al giardino, la residenza ha dato vita a una seconda opera di carattere partecipativo: una grande creazione tessile realizzata in collaborazione con le ricamatrici del Laboratorio Artensis, fondato da Antonella Corrao.

G CIAC - Telo e Giardino - SISILAB-1040Il ricamo riprende la frase simbolo dell’installazione ed è stato ideato a partire dallo studio delle specie botaniche della Valle del Belìce, conservate presso l’Erbario dell’Orto Botanico di Palermo. Un lavoro condiviso che intreccia i saperi tradizionali del territorio con la ricerca artistica di Veronesi, da sempre incentrata sul linguaggio del tessuto.

Leggi anche: Gibellina: dalle macerie alla rinascita. Guida alle opere e agli artisti

L’Artista: Lucia Veronesi

Lucia Veronesi (Mantova, 1976) si è diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera e ha perfezionato la sua formazione alla Fondazione Antonio Ratti con Ilya Kabakov. Vincitrice di prestigiosi riconoscimenti — tra cui il Premio Michetti (2018) e la 12ª edizione dell’Italian Council (2023) — ha realizzato per Ca’ Pesaro a Venezia l’opera La desinenza estinta.

Nel corso della sua carriera ha esposto in importanti istituzioni nazionali e internazionali (tra cui Moca Londra, Kunstindustrimuseum Trondheim, Fondazione Pino Pascali, Museo Castromediano) e i suoi video sono stati selezionati in festival di rilievo come il Torino Film Festival. Dal 2003 vive e lavora a Venezia, dove nel 2011 ha co-fondato lo spazio no-profit Spazio Punch.

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